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Le risposte di Natalia Ferrara (PLR)

DOMANDE

  1. Come candidato/a al Consiglio Nazionale o Consiglio agli Stati cosa ne pensa dell’aviazione e se l’aviazione civile ha un futuro in Svizzera e in Ticino.

Non siamo di fronte ad una situazione critica specifica unicamente dell’aeroporto di Lugano, molti sono i piccoli scali in difficoltà. Ma l’aviazione civile può e deve avere un
futuro anche in Ticino.

 

  1. Recentemente è stata approvata una tassazione sui voli. Lei è favorevole o contrario/a?

Favorevole, purché non rimanga una misura fine a sé stessa e, anzi, sia inserita in un contesto di analisi e soluzione globale dei problemi climatico-ambientali. Il risultato non dev’essere volare da Malpensa, per essere chiari.

  1. Per la piazza finanziaria ed economica del Cantone Ticino, lei ritiene che sia importante l’esistenza di un aeroporto?

Sì, regolarmente mi confronto con professionisti e aziende che lamentano l’assenza del volo di linea da/per Ginevra e ora, purtroppo, anche di quello da/per Zurigo. Il treno non è una soluzione, tanto più che non si tratta di un collegamento diretto e agevole.

  1. In Ticino ci sono 4 aeroporti (Lugano, Magadino, Lodrino, Ambrì). Lei è favorevole al mantenimento di queste 4 infrastrutture o ritiene che una o più di queste infrastrutture aeroportuali siano riconvertite o dismesse? Se sì quale?

È fondamentale non lasciarsi travolgere dalle urgenze su Lugano-Agno. Ora occorre trovare delle soluzioni per salvaguardare questo scalo.

  1. Lei è favorevole o contrario al mantenimento e sviluppo di Lugano Airport? Se sì perché. Se no perché.

Favorevole al mantenimento e anche allo sviluppo. Il Ticino sempre più sta diventando o mera terra di passaggio o periferia, di Milano però, non di Zurigo. Se vogliamo un
Cantone che torni a crescere, occorre investire nelle infrastrutture, compresa quella dell’aeroporto che – secondo un recente studio dell’Università di San Gallo – ha un
indotto di ben 190 mio di franchi.

  1. Molte forme di trasporto di massa e anche individuali, hanno una forma diretta o indiretta di finanziamento pubblico. Lei condivide la possibilità di aiuto da parte dello Stato anche nei confronti dell’aviazione civile?

Sì, a maggior ragione considerata l’importanza regionale e l’indotto. Va anche ricordato che al momento Lugano-Agno impiega direttamente 77 dipendenti, tutti
residenti tranne 1. Gli impieghi diretti ed indiretti sono ben 300, fra questi lavoratori persone difficilmente ricollocabili. La disoccupazione ha pure un costo per il Cantone e
la collettività, e per di più senza godere dell’aeroporto.

  1. È d’accordo che la Confederazione sostenga finanziariamente alcune linee interne, come ad esempio quella Lugano-Ginevra, posto che altre vie di comunicazione non sono concorrenziali?

Sì, rispettivamente che venga totalmente rivista la regolamentazione sul cabotaggio. O si vola o si permette anche ad altre compagnie di entrare in possesso della
concessione per volare.

  1. Alla luce dell’abbandono di Swiss e l’assegnazione degli slots alla tratta Zurigo – Lubiana come vede la possibilità che la Confederazione fissi un minimo di slot per i voli di linea interni?

O Swiss vola, anche da/per Lugano-Agno o si permette ad altre compagnie di entrare in possesso della concessione per volare. La situazione attuale di monopolio elvetico ma, di fatto, senza interesse al Ticino, come se non facesse parte della Svizzera, non è sostenibile.